Le volpi non stanno “invadendo” le città all’improvviso. Semplicemente hanno imparato a sfruttare una risorsa facile, costante e calorica: i nostri rifiuti. Tra bidoni lasciati aperti, sacchi abbandonati e avanzi alimentari, l’ambiente urbano è diventato per loro una gigantesca dispensa a cielo aperto. Il risultato? Avvistamenti sempre più frequenti, cassonetti rovesciati e una convivenza che non sempre è semplice.

Non è fame: è opportunismo

La volpe è un animale estremamente adattabile. In natura caccia piccoli roditori, insetti, uova e frutta selvatica, ma quando scopre che vicino alle case trova cibo senza fatica cambia rapidamente abitudini. Non significa che stia morendo di fame: significa che ha trovato una strategia energeticamente vantaggiosa.

I rifiuti urbani offrono:

  • scarti di carne e pesce ad alto valore calorico

  • resti di pane e pasta facili da ingerire

  • odori forti che attirano anche a distanza

Una volta che una volpe associa i cassonetti a una fonte sicura di nutrimento, tenderà a tornare nello stesso punto con regolarità.

Perché le città sono diventate territori ideali

Negli ultimi anni le aree urbane hanno offerto alle volpi tre vantaggi enormi:

  1. Meno predatori naturali – nelle zone antropizzate lupi e grandi carnivori sono assenti.

  2. Temperature più miti – il cosiddetto “effetto isola di calore” rende l’inverno meno duro.

  3. Cibo continuo – la produzione di rifiuti non si ferma mai.

A differenza di altri animali selvatici, la volpe tollera bene la presenza umana e riesce a muoversi soprattutto di notte, quando le strade sono più tranquille.

I problemi reali dei rifiuti aperti

Il punto critico non è la presenza della volpe in sé, ma ciò che succede quando trova facile accesso ai cassonetti.

  • Sacchi sparsi e marciapiedi sporchi aumentano il rischio igienico.

  • Altri animali opportunisti (ratti, gabbiani, corvidi) vengono attirati.

  • Le volpi perdono progressivamente diffidenza verso l’uomo.

Quando un animale selvatico smette di percepire le persone come una minaccia, la convivenza diventa più delicata.

Sono pericolose?

Nella stragrande maggioranza dei casi no. La volpe evita il contatto diretto e preferisce scappare. Gli episodi di aggressione sono rarissimi e quasi sempre legati a animali feriti o abituati a ricevere cibo direttamente dalle persone.

Il vero rischio non è l’attacco, ma:

  • l’abitudine all’ambiente umano

  • l’attrazione verso giardini e cortili

  • la possibilità di trasmettere parassiti se si manipolano escrementi senza protezione

Per questo motivo nutrire volontariamente una volpe è una pessima idea, anche se può sembrare “tenero”.

Cosa funziona davvero per ridurre gli avvicinamenti

Non servono soluzioni estreme. Bastano accorgimenti pratici e costanti:

  • chiudere bene i bidoni e usare coperchi bloccabili

  • evitare di lasciare sacchi fuori negli orari sbagliati

  • non gettare resti di carne direttamente nei cestini aperti

  • pulire eventuali avanzi vicino alle aree verdi

Le volpi non cercano conflitti: cercano calorie facili. Se la fonte sparisce, cambiano zona.

Il ruolo dei cittadini (senza demonizzare l’animale)

La narrativa “volpi cattive” non ha senso. Stanno semplicemente facendo quello che ogni specie opportunista farebbe in un ambiente ricco di risorse artificiali. Il problema nasce quando la gestione dei rifiuti è poco attenta.

In molte città europee dove i cassonetti sono chiusi ermeticamente e la raccolta è più rigida, la presenza delle volpi resta discreta e gli episodi di frugamento diminuiscono drasticamente.

Convivenza possibile, ma con regole chiare

Vedere una volpe al tramonto può essere un’esperienza affascinante. È il segno che la fauna selvatica riesce ancora a trovare spazio tra asfalto e palazzi. Ma la convivenza funziona solo se si mantiene una distanza sana.

Niente cibo offerto a mano, niente tentativi di avvicinamento per foto ravvicinate e soprattutto niente rifiuti lasciati in giro. Le volpi non stanno chiedendo di vivere nei nostri quartieri: siamo noi ad aver reso i quartieri irresistibili per loro.

Ridurre i rifiuti accessibili significa ridurre gli incontri indesiderati, senza bisogno di interventi drastici. In fondo la soluzione più efficace resta anche la più semplice: meno buffet gratis, meno visite notturne.