Non appena si nomina la nutria, le reazioni si dividono: c’è chi la considera un animale tranquillo e chi invece la vede come una presenza da evitare. In realtà la domanda giusta non è se sia “buona” o “cattiva”, ma che ruolo abbia davvero negli ambienti urbani e nei corsi d’acqua dove ormai è sempre più facile incontrarla.

Negli ultimi anni la nutria è diventata parte del paesaggio di molti parchi, canali e fiumi italiani. Osservarla non è più raro, e proprio questa vicinanza ha fatto nascere dubbi e timori.

Un animale che sembra domestico… ma non lo è

La nutria ha un aspetto che può ingannare. Il muso arrotondato, il modo lento di muoversi sull’erba e il fatto che spesso resti immobile a osservare danno l’impressione di un animale quasi abituato alla presenza umana.

In realtà resta una specie selvatica, adattata a vivere vicino all’acqua e molto abile a sfruttare gli spazi urbani. Non cerca il contatto con le persone, ma tollera la loro presenza quando trova cibo facile o zone tranquille.

Questa apparente calma non significa che sia un animale da avvicinare o da trattare come un piccolo roditore domestico.

È aggressiva verso le persone?

Nella maggior parte dei casi no. Le nutrie tendono a evitare il confronto diretto e preferiscono allontanarsi quando qualcuno si avvicina troppo.

Le situazioni in cui possono diventare imprevedibili sono rare e di solito legate a due fattori:

  • sentirsi bloccate o senza via di fuga

  • proteggere i piccoli

Quando una nutria resta ferma a guardare non sta “sfidando”: spesso sta solo valutando la distanza prima di spostarsi.

Il rischio maggiore nasce proprio dall’interpretare la sua immobilità come docilità.

Perché le nutrie si avvicinano sempre più alle città

Come molti altri animali urbani, anche le nutrie hanno imparato a sfruttare ambienti modificati dall’uomo. Canali artificiali, parchi irrigati e rive facilmente accessibili offrono tutto quello che serve: acqua, vegetazione e meno predatori naturali.

A questo si aggiunge un fattore semplice: la disponibilità di cibo.

Pane lanciato nei fiumi, resti alimentari o vegetazione ornamentale rendono alcuni luoghi particolarmente attraenti. Col tempo gli animali associano questi spazi alla sicurezza e alla presenza umana non diventa più un elemento di disturbo.

Non è una scelta consapevole, ma un adattamento graduale.

I rischi reali: tra percezione e realtà

Quando si parla di nutrie, il timore spesso riguarda la sicurezza personale. In realtà gli episodi di aggressione diretta sono molto rari.

I problemi più concreti riguardano soprattutto l’ambiente:

  • erosione degli argini

  • danni alla vegetazione

  • alterazione di piccoli ecosistemi urbani

Sono effetti legati al numero crescente di esemplari in alcune zone, non al comportamento aggressivo verso le persone.

Questo non significa ignorare la presenza dell’animale, ma osservare con maggiore consapevolezza.

Cosa fare se incontri una nutria

Nella maggior parte dei casi basta mantenere una distanza naturale e lasciarle spazio.

Evita di:

  • offrirle cibo

  • avvicinarti per fotografarla da troppo vicino

  • tentare di spingerla verso l’acqua

Le nutrie si muovono con lentezza sulla terraferma ma sono molto più rapide di quanto sembri quando si sentono minacciate.

Osservarle senza interferire è sempre la scelta migliore.

Un animale simbolo dei cambiamenti urbani

La presenza sempre più frequente delle nutrie racconta qualcosa di più ampio: il modo in cui molte specie stanno ridefinendo il proprio spazio accanto alle città.

Non sono animali “pericolosi” nel senso comune del termine, ma nemmeno creature domestiche. Sono un esempio concreto di adattamento, e forse anche un invito a guardare con occhi diversi gli ambienti urbani che condividiamo con altre forme di vita.

Capire questo equilibrio aiuta a ridurre paure inutili senza sottovalutare le responsabilità legate alla convivenza con la fauna selvatica.